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Quando tagliare i costi di una campagna AdWords?
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Da Mr Kiko
Pubblicato il 07/12/2006
 
A volte la gestione della campagna potrebbe prendere in prestito le vecchie regole della borsa: taglia quello che non funziona. Ma nel direct marketing non è sempre questa la via giusta.

Cosa fare con le keywords cliccati che non convertono?
In una campagna con tanti piccoli gruppi mirati (al posto del solito gruppo - sbagliato - con tutte le parole insieme), servirà tanta pazienza per determinare quale di questi converte di più le visite in vendite. Sorge quindi la domanda: quanti click consentire in un gruppo che non ha convertito prima di scartarlo?

Un numero ragionevole potrebbe essere tra 200 e 300 click.

Ma supponiamo che si dispone di un sito con un buon CTR, diciamo 2% rispetto al consueto valore di 0,5 - 1%, non si dovrebbe concentare sulle parole chiavi più competitive? E cosa succede se si ottiene una vendita e poi per le prossime 300 clcik non succede più nulla? Scartare il gruppo?

Sembra che la pubblicità PPC è molto simile al gioco in borsa. E in borsa una dei vecchi slogan è: taglia le perdite e lascia correre quello che vince.

E' però la strategia dello stock market applicabile al PPC?

La risposta alla domanda sta nel costo di acquistizione di un cliente. Non è un problema di numeri di click, è la questione di quanto si può e si vuole reggere nel tollerare una campagna che non ha nessun ritorono economico. Se hai speso 2-3 volte il margine di guadagno del servizio che pubblicizzi allora hai dei seri problemi. O tagli le perdite o fai qualche modifica drastica sul prodotto.

E' quindi simile alla strategia adottata in borsa, solo che è molto meno rischiosa. Ed ogni azione, sia essa vincente, sia perdente, ti può insegnare qualcosa che potrai applicare nella campagna successiva.