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Over optimization - esiste veramente la OOP?
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Da Emil Fikl
Pubblicato il 10/11/2006
 
Il numero dei siti e la quantità delle informazioni disponibili on-line ormai è talmente cresciuta, che per essere ritrovato con una parola chiave specifica l’ottimizzazione del tuo sito web non è più un’opzione ma diventa un obbligo. Nello scenario della sempre più assidua competitività alla lotta per arrivare in cima ai risultati, le tecniche di ottimizzazione non conoscono limiti – ne etici ne tecnici. E mentre alcune procedure sono utili, altre possono danneggiarti.  Se ancora hai dubbi sull'esistenza della OOP (over optimization penalty) allora probabilmente non ti sei ancora spinto ai limiti dell'ottimizzazione.

Over optimization
La dimensione della rete Internet è ormai talmente cresciuta, che per essere ritrovato con una parola di ricerca l’ottimizzazione del sito non è più un’opzione ma diventa un obbligo. Nello scenario della sempre più assidua competitività la lotta per arrivare in cima ai risultati non conosce limiti – ne etici ne tecnici.

Spesso sentiamo di siti temporaneamente o  permanentemente rimossi dall’indice di Google o da altri motori, a causa di pratiche poco corrette: le tecniche “black hat SEO”. La reazione repressiva dei motori di ricerca contro questi siti è facile da comprendere – con questi trucchi, inseriti negli arsenali di alcune aziende specializzate nella promozione, la rilevanza dei risultati è gravemente compromessa, fino al punto di avere informazioni irrilevanti per la ricerca effettuata, annientando così il ruolo intrinseco dei motori: quello di fornire l’accesso ai siti di contenuto più accuratamente possibile per i loro utenti.

Se i tuoi sforzi di ottimizzazione sono mirati a lungo termine, è necessario quindi conoscere le tecniche di ottimizzare ed applicarle rispettando le regole dei motori, evitando quelle che ti possono danneggiare. Tra questi, la keyword stuffing, le pagine doorway, il testo nascosto e il contenuto duplicato. Una forma di utilizzo di queste tecniche è necessaria, ma nel modo corretto, come analizzato nelle pagine successive.


Keyword Density o Keyword Stuffing?

Capita a volte anche agli esperti o consulenti di indicizzazione di spingere le loro attività di ottimizzazione oltre i limiti del normale, con tecniche di dubbio valore come il keyword stuffing. La keyword stuffing è considerata una procedura poco etica perché usa una paorla chiave ripetuta in modo eccessivo ed inutile. Tenendo conto che la keyword density da noi consigliata è tra il 3 ed il 5% sul totale della pagina, qualsiasi parola che va oltre una densità di 10% fa già pensare a keywords stuffing e, per questo, è probabile che non verrà ben posizionata dai motori di ricerca. In modo simile, anche il lettore umano troverà sgradevole quel testo. Tempo dietro, quando Google ha attuato la così detta “Folrida Update”, ha penalizzato proprio queste pagine, in genere riempite da parole chiavi ripetute ed ottimizzate oltre la limita accettabile.

Per enfatizzare alcune parole non è necessario ripeterle eccessivamente. E' meglio concentrarsi su dove e come inserirle, nella giusta quantità. Di solito la presenza di queste parole nel titolo della pagina, nei heading e nei primi paragrafi porta ad un buon posizionamento di una pagina. Ci sono casi ed esempi concreti, nei quali una pagina di un sito ben indicizzato può essere portata in prima pagina dei risultati di ricerca semplicemente cambiandogli il tag title. Se il sito ha un buon ranking allora l’uso della keyword mirata nel titolo, nel tag description, nel primo heading e nel primo paragrafo potrerà ad un buon posizionamento, senza la necessità di ripetere quella parola oltre la densità del 3%.

Per effettuare questo tipo di ottimizzazione puoi controllare la tua pagina con il nostro strumento di verifica della keyword density. Questo controllerà sia la densità delle parole, sia la loro presenza nelle posizioni ottimali. Se trovi parole ripetute eccessivamente cerca di eliminarne alcune o di sostituirle con sinonimi, e cerca di enfatizzare quelle rimanenti. Non solo per il visitatore umano, ma anche per lo spider del motore di ricerca, le parole enfatizzate in grassetto o corsivo hanno un peso maggiore. Non esagerare però neanche con questo. L’enfasi della stessa parola, più volte in grassetto o corsivo, risulterà poco naturale e nel caso migliore non porterà ad un miglior posizionamento nei motori di ricerca.